“Migliorare” un video registrato da un sistema di videosorveglianza non significa creare informazioni che la telecamera non ha registrato. Nell’analisi forense del video, l’obiettivo è ottimizzare l’intelligibilità delle informazioni effettivamente presenti nella registrazione, valutando al tempo stesso i limiti imposti dalle caratteristiche della sorgente. Risoluzione, compressione, focale, angolo e distanza di ripresa, sfocatura da movimento, luminosità, contrasto e rumore possono incidere significativamente sulla quantità e sulla qualità delle informazioni utilizzabili. L’ottimizzazione è pertanto finalizzata a rendere maggiormente percepibili elementi già presenti nella registrazione, senza confondere il miglioramento del dato disponibile con la generazione di informazioni nuove. Una maggiore definizione apparente del video, infatti, non equivale necessariamente a una maggiore quantità di informazione: la qualità della registrazione originaria delimita ciò che può essere tecnicamente osservato e valutato. Un aspetto particolarmente importante è che l’impossibilità di identificare il volto di un soggetto non rende necessariamente inutilizzabile una videoregistrazione. Anche quando le caratteristiche del video non consentono una comparazione facciale sufficientemente affidabile, possono permanere informazioni antropometriche, morfologiche, biometriche o relative alla scena utili alla formulazione di valutazioni di compatibilità o non compatibilità con un determinato soggetto. L’ottimizzazione del video può inoltre perseguire una finalità diversa dall’identificazione personale: la comprensione della materialità del fatto. L’accertamento può essere finalizzato a verificare la presenza o l’assenza di specifici elementi registrati nella scena, quali sostanze stupefacenti, armi, fasciature, tatuaggi o altri particolari di interesse investigativo, nonché a esaminare specifiche dinamiche dell’evento, come l’avvenuto o mancato urto tra un corpo e un veicolo. L’attività è frequentemente richiesta dall’Autorità giudiziaria e dagli studi legali nell’ambito di procedimenti riguardanti differenti fattispecie di reato, dalla rapina all’omicidio, dalla violenza sessuale alle risse, interessando tanto fenomeni di criminalità comune quanto di criminalità organizzata. Il Dott. Francesco Abate svolge tali accertamenti in diversi territori della Campania, tra cui Salerno, Napoli, Eboli, Battipaglia e Torre Annunziata, e della Calabria, tra cui Crotone, Catanzaro e Lamezia Terme. L’analisi forense di un video, pertanto, non coincide con una generica “pulizia” della registrazione, ma costituisce un accertamento tecnico-scientifico nel quale devono essere considerate le caratteristiche della sorgente, i limiti informativi del dato disponibile e gli effetti prodotti dalle operazioni di elaborazione. Il risultato può contribuire all’identificazione o all’esclusione di un soggetto, alla formulazione di un giudizio di compatibilità o non compatibilità oppure alla ricostruzione della dinamica e della materialità dell’evento registrato.

