Dal perito calligrafo al grafologo forense. Dal grafologo forense al criminalista specializzato

Il Dott. Francesco Abate è Criminalista certificato ai sensi della norma UNI 11822:2021, specializzato in Grafologia Forense, con attività professionale a Salerno, Catanzaro e nell’area di Lamezia Terme. Ma qual è la differenza tra il tradizionale perito calligrafo, il grafologo forense e il criminalista specializzato nell’esame forense della scrittura e dei documenti? La distinzione non è soltanto terminologica. Riguarda l’evoluzione della disciplina, della formazione dell’esperto e, soprattutto, del metodo attraverso il quale una firma, una scrittura o un documento vengono esaminati e i risultati dell’accertamento trasformati in una conclusione tecnico-scientifica.

Dal perito calligrafo all’esame forense della scrittura

Storicamente, con le espressioni perito calligrafo o perito calligrafico veniva indicato l’esperto chiamato a esaminare scritture e sottoscrizioni attraverso il confronto delle loro caratteristiche grafiche.
Questa terminologia, ancora oggi presente nel linguaggio comune, non appare tuttavia sufficiente a descrivere l’evoluzione intervenuta nell’esame forense della scrittura e dei documenti.
A partire dal XIX secolo, con lo sviluppo delle scuole grafologiche, lo studio della scrittura venne utilizzato prevalentemente con finalità psicologiche e personologiche. Parallelamente emerse un problema profondamente diverso: accertare l’autenticità e la possibile provenienza di firme, scritture e documenti nell’ambito giudiziario. In assenza, soprattutto nelle fasi storiche iniziali, di una specifica figura professionale dedicata a questo tipo di accertamento, l’esame giudiziario della scrittura venne progressivamente affidato prima ai calligrafi e successivamente anche a studiosi provenienti dalle differenti scuole grafologiche. Si determinò così una sovrapposizione tra discipline aventi il medesimo oggetto materiale — la scrittura — ma finalità conoscitive differenti. La grafologia tradizionale e l’esame forense della scrittura possono infatti osservare lo stesso gesto grafico, ma rispondono a quesiti diversi e richiedono strumenti metodologici e percorsi formativi non necessariamente coincidenti.
Il problema contemporaneo nasce proprio da questa distinzione: la conoscenza specialistica della grafia rimane fondamentale, ma l’accertamento destinato al processo richiede oggi competenze che non possono più esaurirsi nella sola comparazione grafica.

Dal grafologo forense al criminalista specializzato

La figura del criminalista specializzato nell’esame forense della scrittura e dei documenti rappresenta, in questa prospettiva, l’evoluzione dell’impostazione tradizionalmente associata al grafologo forense. Non si tratta semplicemente di sostituire una denominazione professionale con un’altra. È lo stesso oggetto dell’accertamento ad essersi progressivamente ampliato e, con esso, il patrimonio di conoscenze necessario per affrontarlo. La firma e la scrittura non costituiscono più elementi da esaminare isolatamente, ma evidenze inserite all’interno di un documento, di un processo di formazione e di un ragionamento probatorio, che richiedono competenze molto più estese rispetto alla sola conoscenza del gesto grafico. In questo senso, il modello tradizionale del grafologo forense, quando la sua formazione rimane prevalentemente ancorata ai metodi e alle scuole della grafologia tradizionale e alla comparazione delle caratteristiche grafiche, appare oggi insufficiente e progressivamente superato rispetto alle esigenze dell’accertamento tecnico-scientifico contemporaneo. Il limite non risiede quindi nella denominazione professionale in sé, ma nella permanenza di un paradigma formativo che non comprenda l’intero apparato metodologico proprio delle moderne scienze forensi.
All’esperto può essere infatti richiesto non soltanto di confrontare firme e manoscritture, ma di formulare e sottoporre a verifica ipotesi alternative, valutare la forza e i limiti delle evidenze, applicare il ragionamento probatorio e inferenziale, riconoscere possibili fenomeni di imitazione, dissimulazione o falsificazione e integrare l’esame grafico con l’analisi fisica e strumentale del documento.
L’accertamento può richiedere competenze di microscopia ottica e stereomicroscopia, esame ottico e strumentale degli inchiostri e delle intersezioni, impiego di sorgenti VIS, UV e IR, esame di documenti digitalizzati e analisi forense delle immagini, sino alla valutazione delle nuove forme di manipolazione rese possibili dagli strumenti digitali e dai sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Anche le modalità di falsificazione si sono profondamente evolute: accanto all’imitazione manuale di una firma possono oggi presentarsi firme importate digitalmente, immagini manipolate, documenti ricomposti, elementi provenienti da sorgenti differenti o contenuti modificati e ricostruiti mediante sistemi algoritmici.  Limitare la formazione dell’esperto alla sola comparazione grafologica significa pertanto rischiare di osservare soltanto una parte dell’evidenza disponibile.
Il passaggio dal grafologo forense al criminalista specializzato non rappresenta quindi una semplice evoluzione terminologica, ma un cambiamento del paradigma professionale: dalla conoscenza specialistica della scrittura alla capacità di esaminare la scrittura e il documento come evidenze forensi, attraverso competenze metodologiche, probatorie, strumentali e tecnologiche differenti ma tra loro integrate. La conoscenza della grafia rimane fondamentale, ma diventa una componente di una competenza forense più ampia. Il professionista contemporaneo non è chiamato soltanto a stabilire quali caratteristiche grafiche siano simili o differenti, ma a comprendere come l’evidenza sia stata prodotta, quali ipotesi alternative possano spiegarla, quali informazioni siano realmente disponibili, quali siano i limiti dell’accertamento e quale forza possa essere attribuita ai risultati ottenuti.
La distinzione, pertanto, non dipende solo dalla qualifica professionale formalmente utilizzata, ma anche dalla formazione effettivamente posseduta e dalla capacità di integrare l’esame specialistico della scrittura con il metodo e gli strumenti propri dell’accertamento forense contemporaneo.
È in questo passaggio che si realizza l’evoluzione dal grafologo forense al criminalista specializzato nell’esame forense della scrittura e dei documenti.

Dal dato grafico alla conclusione

Questo cambiamento di paradigma riguarda anche il modo in cui si giunge alla conclusione.
L’accertamento non può risolversi nel semplice conteggio delle concordanze o delle discordanze grafiche. I risultati dell’esame devono essere inseriti in un procedimento logico-inferenziale, nel quale vengono formulate e confrontate ipotesi alternative, ricercati anche gli elementi potenzialmente contrari all’ipotesi considerata e valutato il supporto che le evidenze effettivamente forniscono.
In questa prospettiva assumono rilievo il ragionamento abduttivo, la verifica falsificazionista e la valutazione probabilistica dell’evidenza. Anche strumenti concettuali come il Likelihood Ratio consentono di spostare l’attenzione dalla ricerca di una pretesa certezza assoluta alla valutazione della forza con cui i risultati osservati supportano un’ipotesi rispetto a un’alternativa.
Il compito dell’esperto non è infatti stabilire la responsabilità giuridica di una persona, ma fornire all’Autorità giudiziaria e alle parti un contributo tecnico-scientifico esplicito, controllabile e proporzionato alla forza delle evidenze disponibili.

Un’evoluzione che riguarda la formazione dell’esperto

L’esperienza maturata nei diversi territori nei quali il Dott. Francesco Abate svolge la propria attività professionale — dalla Campania, con Salerno, Nocera Inferiore, Pagani, Pompei, Torre Annunziata, Torre del Greco, Napoli, Sorrento, Casapulla, Caserta e Avellino, alla Basilicata, con Potenza e Lagonegro, sino alla Calabria, con Vibo Valentia, Lamezia Terme, Soverato, Catanzaro e Crotone — mostra come la questione della formazione dell’esperto conservi concreta attualità. Permangono approcci nei quali l’esame di manoscritti e documenti viene affrontato attraverso percorsi prevalentemente grafologici, non sempre integrati da una specifica preparazione nella metodologia delle scienze forensi, nel ragionamento inferenziale, nell’analisi strumentale e nella valutazione della prova scientifica. Il problema non riguarda il territorio né una specifica scuola, ma l’adeguatezza della formazione rispetto alla natura dell’accertamento richiesto. È questa, più della denominazione professionale utilizzata, a determinare l’ampiezza degli strumenti con i quali l’esperto è in grado di affrontare l’evidenza.

Grafologia forense e indagini grafiche a Salerno, Catanzaro e Lamezia Terme

Il Dott. Francesco Abate svolge attività di consulenza tecnica e peritale nell’esame forense di firme, scritture e documenti, con particolare operatività nelle aree di Salerno, Catanzaro e Lamezia Terme e con incarichi e attività professionale anche negli altri territori della Campania, Calabria e Basilicata.
Gli accertamenti possono riguardare firme contestate, testamenti, scritture private, contratti e presunte falsificazioni di documenti cartacei o digitalizzati, nell’ambito di procedimenti giudiziari o di accertamenti stragiudiziali. L’attività integra, in funzione del quesito e delle caratteristiche del reperto, esame della scrittura, analisi documentale e strumentale e valutazione tecnico-scientifica delle evidenze, distinguendo il dato osservato dalla sua successiva interpretazione.

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